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LO STATO PONTIFICIO
LA DECADENZA
Arroccata entro le sue mura nel ‘600 Città di Castello
non subisce trasformazioni profonde anche se a livello urbanistico vengono
potenziati gli elementi strutturali controriformistici mentre dilaga
il gusto barocco.
La politica pontificia penalizza sensibilmente la città che viene
progressivamente chiusa agli scambi commerciali con l’esterno
ed esclusa dalle principali vie di comunicazione, gravata per di più,
quale terra di confine, da dazi e gabelle doganali; uno scenario contrassegnato
oltretutto dalle ripetute pestilenze come quella del 1631 con conseguente
carestia che miete molte vittime.
Figura centrale del secolo è quella della cappuccina Suor Veronica
Giuliani, autrice di un’esperienza ascetica eccezionale, stimmatizzata
e acclamata Santa già in vita.
Le molte confraternite in cui si riuniscono le rappresentanze artigianali
di arti e mestieri, non riescono a costituire un fenomeno economicamente
portante, mentre il buio culturale viene mitigato dalla fioritura di
numerose Accademie, la più importante delle quali, quella degli
Illuminati, edificò nel 1666 il Teatro, quarta struttura del
genere sorta in Italia.
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